In Italia si approverà a breve una legge sulle Unioni Civili che non solo è vecchia, ma che non risolve affatto la questione della discriminazione delle coppie di persone dello stesso sesso. Si prevede la creazione di un nuovo istituto, parallelo al matrimonio, ma con meno diritti, costringendo, inoltre, il legislatore futuro a mettere in discussione la legge ogni qual volta che si approvi una nuova norma sul tema. Voglio fare una provocazione: secondo voi il ddl Cirinnà ricorda per alcuni aspetti l’apartheid?

Cerco di essere breve e conciso: la legge Cirinnà NON S’HA DA FARE!
C’è un’immagine dell’apartheid in Sud Africa (questa: white_black_lavabo_01
) che mi torna in mente ogni volta che penso al ddl Cirinnà sulle “Unioni Civili tra persone dello stesso sesso”.
Mi viene un brivido solo al pensiero di avere nel sistema giuridico del mio Paese una legge dove viene dichiarato, nero su bianco, che alcune persone, per via del loro orientamento sessuale, non possono accedere all’istituzione del matrimonio, ma piuttosto possono unirsi tramite una istituzione di serie B, con meno diritti.

Non voglio ripetere quello che più e più blog stanno raccontando da tempo, ma, per farvi capire perché associo quella immagine al ddl Cirinnà, ho la necessità di ricordare in brevi punti un po’ di storia sia sul ddl in questione, sia sui diritti ottenuti nel tempo:

  1. la politica italiana, senza alcun risultato, sta provando da un decennio a creare un’istituzione diversa dal matrimonio per riconoscere le convivenze e le relazioni tra persone dello stesso sesso: dai Dico del 2006 che, sulla falsariga dei PACS francesi, cercavano di riconoscere la convivenza tra due persone (dello stesso sesso, di sesso opposto, ma addirittura anche tra parenti e coinquilini) ai Didorè di Brunetta, arrivando, dopo una marea di proposte bipartisan, alle attuali Unioni Civili della Cirinnà;
  2. l’Italia è in forte ritardo sul riconoscimento delle coppie dello stesso sesso. Nei Paesi Bassi e in Belgio vi sono i PACS dal 1998 (mentre il matrimonio egualitario è presente rispettivamente dal 2001 e dal 2003), mentre in Francia dal 1999 (matrimonio=2013). In Germania, la stessa legge che viene proposta ora a noi, è presente dal 2001 (14 anni fa!!!), mentre in Gran Bretagna dal 2005 (ma anche loro hanno approvato il matrimonio egualitario nel 2013). Ormai, in quasi tutto il mondo occidentale, cioè in quei paesi che hanno alle spalle una storia di battaglie e di lotte per l’allargamento dei diritti (non solo civili), già da anni esiste una legge che tuteli e riconosca le coppie dello stesso sesso. La tendenza attuale, inoltre, è quella di saltare il passaggio di una legge discriminatoria sulle Unioni Civili, approvando direttamente il matrimonio egualitario (vedi Stati Uniti, Portogallo, Argentina, Brasile, Uruguai, ecc…);
  3. il ddl CIrinnà è nato dall’unione di più proposte presenti in parlamento per regolamentare i diritti delle coppie con persone dello stesso sesso. Inizialmente, il ddl era tra le proposte “non-matrimonio” più all’avanguardia: si disponeva di aggiungere in tutte le norme dei codici italiani, ad eccezione della legge sulle adozioni, la frase “e Unioni Civili tra persone dello stesso sesso” dove vi era scritto “matrimonio”, mentre veniva aggiunto “coniuge” dove vi era riferimento a “marito” o a “moglie”.(RETTIFICA! Ho decisamente frainteso il testo. Art 3, comma 3: “Fatte salve le disposizioni del codice civile che non sono richiamate espressamente nella presente legge e fatta salva la disposizione di cui all’articolo 6 della legge 4 maggio 1983, n. 184, le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi», «marito» e «moglie», ovunque ricorrano nelle leggi, nei decreti e nei regolamenti, si applicano anche alla parte della unione civile tra persone dello stesso sesso.”. Tale parte, contrariamente a quello che potrebbe essere inteso, non viene modificata. Ringrazio la senatrice Monica Cirinnà per avermi avvertito dell’errore tramite Twitter, un po’ meno i suoi follower che mi hanno preso in giro..)  Sarebbe stata una legge perfetta, se non fosse stato fatto un gioco al ribasso (tutto interno alla maggioranza di Governo) che ha trasformato quella parte della legge in una lista di norme per le quali è prevista la disposizione appena citata (quindi non più “tutte tranne adozione”, ma esplicitamente tutte quelle previste per ora, tranne l’adozioni), con il rischio che, se in un futuro dovessero approvare una norma che agevola i contraenti di un matrimonio, le coppie gay sono escluse a priori.

Dunque: dopo anni di lotta, la sinistra italiana sta approvando una legge che non solo è vecchia, ma che non risolve affatto la questione di discriminazione delle coppie dello stesso sesso, costringendo il legislatore futuro a mettere in discussione la legge ogni qual volta che si approvi una nuova norma sul tema.

Basterebbe questo per far capire ad una persona di buon senso che questa legge è inutile e che potrebbe essere in qualche modo discriminatoria, ma (al PD? ad NCD?) non è bastato: per marcare bene il fatto che non si parla di matrimonio, evitando anche che un giorno queste due istituzioni possano essere paragonate da qualche giudice “di mala fede” e lasciando mano libera di discriminare al futuro legislatore, la stessa relatrice del testo, la sen Monica Cirinnà, ha depositato un emendamento dove viene precisato che le Unioni Civili sono un istituto nuovo e separato dal matrimonio! A quanto pare, inoltre, ha tenuto a precisare in svariate occasioni che le Unioni Civili hanno fonte del diritto diverso. Cioè si prende spunto dall’articolo 3 della Costituzione (pari dignità sociale e uguaglianza davanti alla legge)  (AGGIORNAMENTO 2 SETTEMBRE 2015: a quanto pare si parla di articolo 2 della Costituzione, formazione sociale, cioè: sindacati, gruppi religiosi, gruppi sportivi, ecc..) e non sull’articolo 29 (matrimonio).

Perché ha presentato un emendamento del genere la senatrice Cirinnà? Sono convinto che agisce in buona fede, ma che, come buona parte della classe politica italiana, crede che la politica sia un gioco di ruolo e di posizioni, dove bisogna barattare leggi e diritti pur di ottenerne una minima parte.
Io non sono di questo parere e, per fortuna, buona parte del mondo occidentale non la pensa così: sui diritti gli altri stati non sono mica scesi a compromessi!!

.@monicacirinna, io vorrei sposarmi, proprio come lei! Sue #UnioniCivili come #apartheid Condividi il Tweet

La buona fede della senatrice, e magari anche del suo partito (PD), però, non è giustificabile: con questo emendamento si è palesata una discriminazione! Se nasci etero, accedi al matrimonio, con tutti i diritti presenti e futuri; se nasci gay o lesbica, invece, vi è la possibilità di fare una specie di matrimonio (che non solo non lo si può chiamare così) che prevede molti meno diritti. Insomma, come nella foto dell’apartheid: i “colorati” possono bere, ma da una fontana diversa e con meno portata d’acqua!

E qui voglio precisare una questione ai soliti che affermano che è “meglio questo che niente”:

  • in primo luogo, preferisco il niente che una discriminazione palesata sul codice civile;
  • in secondo luogo, noi gay, come tutti, abbiamo il diritto di fare famiglia (non voglio essere prolisso, ma potrei citare articolo 29 della Costituzione e articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo; per non parlare del diritto internazionale privato, come la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha dichiarato che “No union is more profound than marriage, for it embodies the highest ideals of love, fidelity, devotion, sacrifice, and family..”, ecc..), ma la futura legge Cirinnà non ci permetterà di farne una alle stesse condizioni delle coppie eterosessuali: non solo vi è il problema che non ci è garantito che in futuro il legislatore possa includere le Unioni Civili nelle leggi in tema di matrimonio, ma non è prevista l’adozione e, in una coppia omosex con figli ottenuti in maniera diversa dall’adozione (con gestazione per altri ad esempio per i gay, procreazione assistita per le lesbiche), si costringe addirittura un eventuale genitore non biologico all’adozione di un figlio che dovrebbe essere suo di diritto già dalla nascita;
  • infine, e credo che sia la cosa più importante, non vorrei che si creasse una legge che discrimini i bambini! Con la stepchild-adoption, infatti, il bambino non acquisirà la parentela da parte di nonni, zii e cugini proveniente dal padre “adottivo”, cioè dal padre non biologico. Potete immaginare la serie di problemi che questa cosa comporta..
.@monicacirinna, miei figli hanno diritto a 4 nonni: #matrimonnioegualitario!! Condividi il Tweet

Insomma, questa legge è discriminatoria in primo luogo per i bambini!

Voglio concludere con la pubblicazione di un video che la stessa senatrice Monica Cirinnà ha pubblicato nel suo blog www.monicacirinna.it qualche giorno fa:
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Ecco perché parlavo di buona fede, la senatrice è la prima a criticare il suo disegno di legge: allora, perché noi dobbiamo accontentarci?


  • Omar

    Non c’è molto da aggiungere. Sono completamente d’accordo con te Graziano. In un mondo giusto ci sarebbe il matrimonio egualitario. Purtroppo non la vedo come una possibilità a breve termine in Italia…