Nuova veste grafica, stesso progetto, ma con diverse pretese. Il nuovo blog avrà una visione più pragmatica, sarà sempre più correlato virtualmente con il mio CV e avrà contenuti più eterogenei. Una idea nata da una nuova visione della realtà del mondo lavorativo.

Un anno fa, durante l’estate del 2014, lessi un libro sul personal branding e sulle infinite possibilità per poter trovar lavoro grazie ad un buon uso della rete.
I miei dubbi su questa cosa, a pochi mesi dalla nascita del blog, sono stati stra-confermati: il limite tra “esaltato internettiano” e  professionista lungimirante è sottilissimo; i temi da trattare comportano un lungo lavoro di ricerca e studio che non sempre si è abbastanza stimolati a fare; e, sopratutto, sono ancora in pochi i recruiter che, una volta ricevuto una candidatura, cercano nome e cognome del candidato su internet.

Detto questo, l’obiettivo di avere una vetrina personale sul mondo della rete non cambia:
è cambiata la grafica, certo, ma solo per dare un tocco di serietà (ho provato inutilmente a fare il grafico con paint in passato!!). Il blog, invece, è diventato qualcosa di più: interagisce con il mio Curriculum Vitae attraverso link ipertestuali che danno la possibilità, a chi riceve il mio CV, di poter leggere referenze e pubblicazioni e, inoltre, non si impone più limiti “editoriali” su specifiche tematiche (a differenza di prima, la testata questa volta è molto chiara: “Blog di Graziano Altieri”, ergo, tratto i temi che mi interessano).

Generalmente, non è un buon segno vedere un cambio così repentino di qualcosa nato da poco, ma le motivazioni che mi spingono a fare questo vengono da un nuovo punto di vista e diversi obiettivi professionali.
Sono abbastanza deluso dal mondo del no-profit, specialmente perché viene sottovalutato da tutti il lavoro che c’è dietro qualsiasi campagna. Ho letto annunci di lavoro come “volontario-stagista-senior” e mi è stato fatto un colloquio dove mi si è detto esplicitamente che “è normale fare il volontario in ufficio a 28 anni se si vuole lavorare in questo ambito”; purtroppo, in entrambi i casi, non si trattava di volontariato, ma di vere e proprie posizioni lavorative non retribuite. La cosa peggiore è che provenivano da parte di due grosse organizzazioni che lavorano nell’ambito dello sviluppo e dei diritti umani a livello internazionale.

Sono più che deluso, inoltre, da un paese dove i TG esprimono con grande gioia il fatto che da qui a 16 anni riusciremo a raggiungere il PIL/pro capite del 2007; dove il lavoro non è più un diritto, ma un privilegio; e dove ci sono ancora luoghi che hanno come unico mezzo di comunicazione internet a 56k!
Nessun qualunquismo o pessimismo, ma solo la presa di coscienza di un paese malato qual’è l’Italia.

In questo contesto, non posso che adeguarmi e, al posto di mantenere un blog impegnativo mosso da forti ideali e grandi speranze, preferisco avere un blog personale, meno lungimirante, ma molto più pragmatico.

Detto questo, mi auguro che apprezzerete i miei lavori e i miei articoli, che commenterete in tanti e mi facciate sapere attraverso qualsiasi mezzo la vostra opinione sui temi che tratterò.

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