add2ad3d-776a-4b16-bf2d-19827c97cfdbMi considero una persona ottimista, anche se lucida e capace di comprendere i problemi che la circondano.
Solo un anno fa, avevo scritto un articolo molto positivo sulla Garanzia Giovani in un blog creato insieme ad una decina di amici, Governimus: http://www.governimus.it/2014-il-momento-giusto-per-i-giovani/

Su quel blog è da sapere chel’idea era di far nascere un progetto politico con il fine di creare un governo ombra dove ad ogni blogger sarebbe stato attribuito un ministero da monitorare. Dal monitoraggio sarebbe poi stata sviluppata una critica costruttiva sui lavori del Governo vero.
In carica vi era il Governo Letta e io, essendo il fondatore, avevo il ruolo di monitorare la Presidenza del Consiglio e, per mia scelta, il Ministero delle Pari Opportunità, Sport e Politiche Giovanili.

Governimus il 30 Novembre verrà dismesso, vi posto dunque qui sotto l’articolo in questione:

2014, IL MOMENTO GIUSTO PER I GIOVANI?

27 Dicembre 2013

Siamo in un momento storico, di svolta direi, che finalmente potrà dare una dignità ad una fascia di età precaria e dimenticata dalle precedenti classi politiche.
Entro il 31 Dicembre di questo anno infatti, il Governo dovrà decretare una gigantesca norma in materia giovanile: si parla della “Garanzia per i Giovani Europea”, un pacchetto per la fascia di età 16-24 anni (probabilmente estesa fino a 29 anni in Italia) di qualcosa intorno al miliardo di euro disponibili da subito, ma distribuito dal Governo italiano nell’arco di tempo che va da Gennaio 2014 fino a Dicembre 2020, pronto a garantire a quei giovani che stanno entrando nel mondo del lavoro, tramite procedimenti di formazione professionale e di incentivi all’assunzione da parte di aziende e organizzazioni, un concreto futuro.

Sembra essere “l’ultima chance”! Il Governo, tramite il Ministro del Lavoro Giovannini, ci sta mettendo anima e corpo. Si dice addirittura che il Ministro nei giorni scorsi abbia incontrato senza tregua tutti i rappresentanti delle associazioni giovanili. Dai Collettivi Universitari ai Giovani di Confindustria e Confcommercio, fino ad arrivare alla Rappresentanza Nazionale del Servizio Civile.

In maniera diversa, ma con forte entusiasmo, tutti sono concordi che questo è il momento giusto per utilizzare quei fondi. Questi fondi, destinati a tutti gli stati membri europei, sono sicuramente stati utili in passato in quei paesi come la Germania, a sollevare la propria economia, rendendoli immuni alla grande crisi di oggi.

Ora tocca a noi e devo dire la verità, sono fiducioso, anche se non mancano alcuni lati bui sulla questione:

  • verranno coinvolti sicuramente tutti i settori, anche il no-profit, ma non è chiaro come verranno distribuiti i fondi;
  • sembrerebbe che si voglia fare un uso massiccio dei Centri per l’Impiego, ma come tutti sappiamo qui in Italia sono INEFFICENTI (perché questo? chi viene favorito?);
  • l’ambigua destinazione di parte della Garanzia al Servizio Civile Nazionale che lavoro non è. Il Ministro ha una considerazione distorta di esso, ma sa bene che è l’unico servizio ben strutturato, che possa permettere in tempi rapiti l’apertura di qualsiasi progetto e che possa avere un riscontro sull’economia molto elevato (si dice pari a sei volte quanto si investe);
  • ed infine la GRANDE ASSENZA, quella del Ministro Kyenge alla quale, pur avendo avuto la delega alle Politiche Giovanili dopo le dimissioni del Ministro Idem, non è mai interessato altro che le politiche sull’integrazione. Su questo punto ne avrò tanto da dire.

Graziano Altieri. Ministro Pari Opportunità, Sport e Politiche Giovanili – Governimus.

Il progetto sarebbe poi partito nel Maggio del 2014 e non a Gennaio come avrebbe dovuto.
Ho scritto questo articolo con a disposizione pochi documenti, ottenuti grazie al ruolo di Delegato Regionale del Servizio Civile. Non si trovavano altre informazioni a riguardo in rete ed ho basato l’articolo sul “sentito dire” piuttosto che documentarmi su altre fonti. Devo fare dunque alcune precisazioni:

  1. il contributo europeo non era di 1 miliardo di euro, ma di un 1,6 miliardi circa;
  2. la Garanzia Giovani è prevista per tutti i paesi europei, ma in via prioritaria per quelli con un tasso di disoccupazione giovanile superiore al 25%. Non ricordo la fonte dove si parla della Germania, ma sono certo invece che questi fondi hanno garantito nel 2011 a più dell’80% dei giovani disoccupati finlandesi, un lavoro a tre mesi dalla richiesta.

Detto questo, con molto rammarico devo ricredermi su quello che scrissi: ad oggi si sono iscritti al progetto di Garanzia Giovani circa 305mila ragazzi. Di questi, solo una minima parte è stata chiamata per un colloquio conoscitivo e solo in alcuni casi rari hanno ottenuto un lavoro.
Ad alcuni di loro è stato chiesto addirittura di trovarsi un lavoro da soli per poi comunicarlo al Centro per l’Impiego che avrebbe disposto il pagamento mettendosi d’accordo con l’azienda. ASSURDO!

Ed ecco che, a Novembre 2014,  aspettiamo ancora che qualcuno venga assunto grazie alla Garanzia Giovani e speriamo invano che non si buttino per l’ennesima volta dei fondi europei. Una Garanzia che non garantisce nulla in pratica.

Sembrava il piano perfetto per risollevarci, l’ultima change, ma come al solito la burocrazia, l’instabilità politica e la poca voglia di lavorare non ha portato benefici:

  • il problema burocratico oggi può essere attribuito senza problemi ai Centri per l’Impiego. Inefficienti macchine burocratiche che nessun italiano ha mai capito a cosa servono!
    Dopo un anno posso confermare i miei dubbi sul loro utilizzo;
  • l’instabilità politica è un altro cancro del nostro paese. Mentre un anno fa avevamo Giovannini come Ministro del Lavoro che ci stava mettendo anima e corpo in questo progetto, oggi sapreste dirmi il nome del suo successore? No. Questo perché a metterci anima e corpo in tutto il governo è solo il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha un’idea politica completamente differente dai suoi predecessori.
    Ho l’impressione che sia mancato il passaggio di consegne e che nessuno abbia fatto caso che il Jobs Act sovrasta lo Youth Guarantee dando sia più sovvenzioni alle aziende che assumono, che più possibilità ai giovani di avere un lavoro duraturo;
  • basterebbe poco, molto poco per rivoluzionare l’Italia con 1,6 miliardi, ma suppongo che la classe politica faccia del lassismo più per strategie politiche legate a “poltrone” e risentimenti personali che a mera voglia di riposare.

Abbiamo un Servizio Civile strutturato in maniera egregia, che porta benefici pari a 6 volte l’investimento fatto, ma, alla luce anche del voto alla Camera sulla legge di stabilità, dedichiamo ad esso sempre meno risorse economiche. Quest’anno, se le cose non cambieranno al Senato, il Servizio Civile tornerebbe indietro di 13 anni per quanto riguarda i fondi destinati ad esso.
Se è vero da una parte che una fetta dei fondi dello Youth Guarantee va già al Servizio Civile Nazionale, è anche vero che il passaggio di quei fondi tramite i Centri per l’impiego producono spreco e renderanno il lavoro molto più complesso, con il rischio di vanificare tutto.

Inoltre, abbiamo molti settori strategici quali le università che da troppi anni pregano per avere dei fondi per la ricerca.

Allora perché non destinare questi 1,6 miliardi completamente a settori strategici della nostra economica come quello della ricerca scientifica o dell’assistenza? Perché non finanziare direttamente (quindi senza passare per i centri per l’impiego) l’Università e il Servizio Civile, con un progetto che includa i principi dello Youth Guarantee, ovvero formare ed assumere giovani?

Università e Servizio Civile Nazionale sono solo alcuni esempi, si potrebbe fare di tutto e farlo bene, ma questa volta non sono affatto ottimista!
Il progetto è ormai partito, sta andando malissimo e la concorrenza del Jobs Act lo ucciderà del tutto. Quei fondi verranno destinati in parte allo svolgimento del Servizio Civile che in qualche modo si riuscirà prima o poi a farlo partire, ma il resto invece verranno rimandati indietro, come d’altronde siamo stati abituati a fare in moltissime altre occasioni.

A noi giovani non ci rimane altra scelta che andare via. Qui non vi è alcuna speranza di ottenere un lavoro retribuito e permanente, un lavoro che possa dare la giusta dignità a dei ragazzi nati e cresciuti in quella che molti considerano la settima economia del mondo.
Qui in Italia le cose verranno fatte sempre male, la Garanzia Giovani ne è la conferma: buttare al vento 1,6 miliardi di Euro, oltre che scandaloso, è una dimostrazione di quanto siamo incapaci come paese a risollevarci. Se questi sono i presupposti, nessuna legge, né alcun finanziamento, sarà mai abbastanza per ottenere dei risultati decenti: siamo destinati alla fame!