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gisNon tutti lo sanno, ma da quando ho mollato Astrofica per intraprendere gli studi a Scienze Politiche, conservo un sogno nel cassetto: fare un lavoro tecnico, ma dinamico!

Devo ammettere che la mia facoltà mi ha lasciato tanto, ma mi ha fatto sentire spesso molto insoddisfatto.
Per carità, chi è una persona curiosa come me trova pane per i suoi denti a Scienze Politiche, ma il fatto di non avere in molte discipline una sola risposta su uno studio specifico, ma piuttosto molteplici interpretazioni, è sempre stata una cosa che mi ha fatto impazzire! Sono schematico e solo materie tecniche mi danno grandi soddisfazioni!

Sono destinato per via del mio corso, così dicono, a fare lavori di organizzazione e di gestione e, sempre per quello che si dice, il lavoro più tecnico col quale posso avere a che fare grazie al mio corso di studi è quello di gestire pratiche burocratiche (è da chiarire che la mia facoltà non mi ha insegnato neanche a fare progetti di cooperazione).

Nella realtà però non funziona così: mi sono trovato benissimo in lavori dinamici dove serve tanto la logica più che le capacità tecniche, ma sono assolutamente del parere che una cosa non esclude l’altra. È un grosso pregiudizio credere che lavori di logica siano cose completamente distinte da lavori tecnici.

Con Greenpeace nel ruolo di Stagista nell’unità Attivismo e Volontariato, ne ho avuto la conferma: ho potuto gestire molti volontari in situazioni diverse e spesso anche inaspettate. Si deve essere pronti a tutto: dallo scrivere una bella mail ai volontari per chiedergli in maniera gentile di dover svolgere mansioni molto dure, fino a dover analizzare dati economici sul bilancio delle casse e del merchandising dei gruppi locali. Questa è stata la sfida più dura!

Come potete immaginare un gruppo locale composto da volontari non può assolutamente avere casse perfette. Nulla di scandaloso, ma una tazza al banchetto si può rompere, un paio di spillette si possono perdere, un corriere può sbagliare una spedizione, ecc.., non tutti i tecnici lo capiscono però!

La mia sfida, dunque, è stata quella di ottenere i risultati che i “tecnici” del dipartimento Finance ci chiedevano interpretando le situazioni nelle quali i volontari si trovavano. Stavo impazzendo!

Tutta esperienza! Sono felicissimo di aver avuto l’occasione di lavorare ed imparare tantissime cose a Greenpeace, sono certo che d’ora in avanti ogni lavoro lo vivrò in maniera completamente differente.

Ed è qui che entra in campo la cooperazione, finalmente sono pronto per poter iniziare un progetto diverso nella mia vita: voglio specializzarmi! E per specializzarmi intendo dire che voglio diventare un professionista. Non intendo essere un tecnico qualunque, ma piuttosto uno che ha alle spalle un sacco di esperienza, capace di poter lavorare sotto stress in situazioni di emergenza ed eterogenee.

Dopo tutto, di esperienza in situazioni stressanti ed eterogenee continuerò ad averle (e non mancherà occasione per raccontarvele), ma in più ho in progetto di approfondire i miei precedenti studi fatti sul GIS (geographic information system). Questo mi darà modo di essere dinamico pur avendo conoscenze molto tecniche, caratteristica utilissima in particolare nelle emergenze umanitarie.

Caratteristica, inoltre, che mi porterebbe ad uno status sociale di privilegio (sì, Sociologia Politica è servita a qualcosa!): non sarò un imprenditore, ma un professionista del quale l’imprenditore ha fortemente bisogno. Sarò tra il primo ed il secondo posto della stratificazione sociale in pratica! (wikipedia mi ricorda che a fare questa classifica fu Goldthorpe)

Purtroppo però devo ammettere che sono un po’ fuori da questi schemi, non avrò un imprenditore come capo se i miei progetti vanno in porto, ma questo comunque non preclude il fatto che la mia formazione potrebbe rendermi influente in altri ambiti e riuscire a fare tante cose buone.

I buoni propositi e le basi dunque ci sono tutti, devo solo mettermi subito a lavoro e andare avanti.
Farò di questo pianete un posto migliore un giorno! 😉